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blog de ludmila Acone

La Scala licencie une danseuse étoile

4 Février 2012 , Rédigé par ludmila Acone

E la Scala licenzia l'etoile Garritano

L'artista, in arte Marygarret, aveva sollevato il problema prima in un suo libro e poi
in un'intervista all'Observer. Allontanata dallo storico teatro milanese: "Ci diffama"

di PAOLA ZONCA


Aveva denunciato, prima nel libro La verità, vi prego, sulla danza scritto nel 2010, poi in un'intervista al quotidiano inglese Observer, i problemi legati ai disturbi alimentari - anoressia e bulimia - nel mondo del balletto, in particolare tra le ragazze, senza risparmiare critiche alla Scala, dove ha frequentato la scuola entrando poi nel Corpo di ballo e diventando solista. Ora arriva il drastico provvedimento: il teatro milanese ha licenziato Mariafrancesca Garritano, 33 anni, calabrese arrivata a Milano a 16 anni per inseguire il suo sogno.

Decisione necessaria, si legge in una laconica nota della Scala, in seguito alle interviste e dichiarazioni pubbliche da lei rilasciate ripetutamente in un ampio arco di tempo, nelle quali si è concretizzata una lesione dell'immagine del teatro e della sua scuola di ballo, nonché la violazione dei doveri fondamentali che legano un dipendente al suo datore di lavoro, facendo venir meno il necessario rapporto fiduciario che è alla base di tale legame". Si tratta di giusta causa, insomma. La Garritano, che dice di aver saputo dieci giorni fa del licenziamento, annuncia che la questione "è in mano ai suoi avvocati" e c'è da scommettere che farà ricorso contro il provvedimento.

Questa l'ufficialità, anche se dal teatro trapela di più. Nel libro la Garritano era molto chiara nel mettere sotto accusa la Scala di una quindicina di anni fa, quando frequentava la scuola di ballo e (raccontava), la costringeva a mangiare solo mele e yogurt e a scendere a 43 chili di peso. Nelle interviste più recenti, invece, le sue denunce sono meno circostanziate e, dunque, colpiscono la Scala in modo generico. Anche quella attuale. Oltretutto, si fa notare, non risponde a realtà che una ballerina su cinque sia anoressica e che sette su dieci non abbiano le mestruazioni per colpa delle diete punitive. Tanto è vero che negli ultimi mesi ben nove danzatrici sono entrate in maternità o hanno avuto bambini felicemente.

La ballerina licenziata risponde alle domande solo per mail. "Le mie parole non sono state capite e sono amareggiata, perché le mie intenzioni non hanno mai avuto intenti scandalistici", sostiene. "Ho sempre parlato di un fenomeno diffuso nella danza in generale". È pentita delle sue "sparate" o è pronta a ribadire tutto? "Io penso che il problema dei disturbi alimentari sia da tenere in considerazione perché ha mille sfaccettature, bisogna informare e prendere coscienza di questo in tutti gli ambiti dove può essere un fenomeno diffuso. Proprio perché è una delle principali cause di morte tra le adolescenti dai 12 ai 25 anni, dopo gli incidenti stradali".

La reazione tra i colleghi è piuttosto tiepida. I delegati di Uil e Cisl annunciano che nei prossimi giorni invieranno una lettera al teatro per protestare conto un "provvedimento eccessivo", ma l'impressione è che nemmeno i sindacati siano disposti a difenderla. Su Facebook un gruppo di sostenitori ha creato un gruppo per esprimere solidarietà. Ma da qualcuno del corpo di ballo parte un siluro: "Se la sarà presa con le anoressiche perché lei, invece, è un po' più in carne".

L'article du Guardian : 
      
Pour aller plus loin, un article sur  « privation alimentaire des danseuses »  paru sur une revue belge de philosophie: 

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